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tekke

20 Marzo 2010 | Pubblicato in kilim & jajim, la storia

Nell’Ottocento i Tekke erano in Turkestan la tribù ricca, importante e numerosa.

Erano anche estremamente attivi nella tessitura di tappeti destinanti all’uso interno e alla vendita nei bazar. I celebri Bukhara, conosciuti e apprezzati in tutti i paesi occidentali, si devono in gran parte all’abilità delle donne Tekke.

Il nome dei Tekke è citato per la prima volta da Abul Ghazi Bahadur, il khan di Khiva autore nel Seicento di una storia delle popolazioni turkmene. Egli annovera i Tekke tra i clan che componevano il gruppo dei cosiddetti Stone Salor o Salor di Pietra, insediati tra il 1525 e il 1535 nel Khorasan. Nel XVI e XVII secolo i Tekke risultano insediati lungo la catena dei Monti Balkhan della penisola di Mangyshlak fino all’oasi di Akhal. Durante il XVII secolo molti clan Tekke si misero in movimento e come molte altre tribù abbandonarono l’area caspica per avanzare verso il Khorezm, l’area intorno a Khiva. Un consistente nucleo di Tekke rimase nell’area di Akhal e mantenne a lungo il controllo dell’oasi. Dal Khorezm i Tekke ripresero a muoversi verso sud soltanto all’inizio del XIX secolo, in un momento di grande instabilità politica. Rimasti estranei alle lotte che avevano opposto altre tribù turkmene agli eserciti persiani di Nadir Shah, costituirono un gruppo numeroso e deciso a conquistarsi un territorio che offrisse pascoli e acqua in abbondanza. Stanziatisi inizialmente sulle rive del fiume Tedjend (o Tedzen), i Tekke sferrarono una violenta offensiva contro i Salor, che a quell’epoca detenevano il controllo dell’oasi di Merv. Nel 1859 conquistarono l’oasi e vi si insediarono in grande numero, dando origine a un gruppo omogeneo, i Tekke di Merv, che si differenziò nettamente dai Tekke di Akhal. Nel 1881 i Russi sconfissero i Tekke a Geok Tepe, aprendosi la strada alla conquista dell’oasi di Merv, che spognarono nel 1884. La forzata sottomissione all’autorità russa e i molti incentivi alla sedentarizzazione che seguirono causarono il declino della popolazione Tekke, molti nuclei della quele si spostarono in Persia. La produzione di tappeti continuò comunque a essere abbondante e si indirizzò sempre più verso l’esportazione. I tappeti Tekke costituiscono un gruppo relativamente omogeneo; spesso si sono tentate divisioni al suo interno, identificando gruppi diversi da attribuirsi ai Tekke di Merv o a quelli di Akhal, ma si tratta di suddivisioni decisamente artificiose. Una certa credibilità può tuttavia essere riconosciuta alle ipotesi di suddivisione basate sui colori, dal momento che la robbia dell’area di Merv sembra fornire tonalità di rosso meno intense di quelle ottenute dalla robbia dell’area dell’Atrek. I tappeti Tekka sono realizzati con nodo asimmetrico aperto a destra su ordito in lana naturale color avorio composto di due filati ritorti insieme (Z2S). La trama è anch’essa in lana naturale di tonalità spesso più scura per l’ordito; corre due volte, o più raramente una volta sola, tra i nodi ed è sempre floscia’ l’ordito pertanto non risulta depresso. La densità di nodo varia dai 1800-3600 nodi al dmc dei tappeti fino a oltre 8000 nodi a dmc per alcune sacche di finezza particolare. L’orlo è di tipo piatto formato da due, tre o quattro coppie di orditi avvolte dalle trame strutturali e da cordoni di rinforzo di colore blu oppure rosso. Le frange sono solitamente precedute da una fascia di kilim di notevole altezza per lo più rossa e ornata da strisce blu oppure da un’alam annodata. Seta e cotone compaiono talvolta a fianco della lana per realizzare alcuni particolari dell’annodatura, particolarmente nei joval e nella sacche. I colori vedono, come di consueto, il prevalere del rosso, che varia da tonalità chiare e luminose a sfumature piuttosto cupe. Ricorrente per il rosso è l’uso della robbia, ma la frequenza di parti rosso porpora molto corrose induce a pensare che anche la cocciniglia fosse piuttosto diffusa. Oltre al rosso sono molto usati il bianco avorio della lana naturale e il marrone scuro o il nero. Verde, blu e giallo compaiono soltanto nei particolari.
I tappeti sono caratterizzati dalla presenza di uno specifico gul, il gul Tekke, di forma lobata e tondeggiante, garbatamente ottagonale e quadripartito da sottili linee nere ortogonali che formano nel campo una griglia a maglia rettangolare. Il centro del gul è occupato da un motivo stellare, i cui quarti sono alternatamente rossi e neri. Dal suo profilo si protendono diagonalmente steli sottili, detti zampe d’aquila. All’interno delle maglie rettangolari della griglia., e quindi in posizione alterna a quella dei gul principali, compaiono gul secondari. Il più frequente è un motivo a croce di sant’Andrea detto curiosamente chemche gul o gul a cucchiaio.
In alternativa al chemche gul le tessitrici Tekke usano il gorbaghe gul, gul a rana, ancora cruciforme, ma con il centro di forma ottagonale occupato da una stella a otto punte, oppure un piccolo gul di formato esagonale. La decorazione del campo dei tappeti Tekke si è mantenuta costante nel tempo, tuttavia gli esemplari più recenti presentano un disegno più fitto e un numero maggiore di gul rispetto a quello degli esemplari più antichi; in essi i gul erano infatti piuttosto grandi e molto spaziati.
Anche i bordi hanno subìto un’analoga evoluzione: in origine sobri e composti da poche cornici hanno acquistato con il tempo maggiore importanza. La bordura tradizionale prevede una cornice principale composta da una sequenza di ottagoni regolarmente distanziati e ornati da quattro minuscolo stelle; talvolta a questo motivo viene sostituito il gotschak, un rettangolo uncinato. La cornice principale è definita da due cornici sottili, ornate dal motivo gyak, cioè da piccoli tratti diagonali, o dal motivo soldat, cioè da minute V policrome. Le alam, quando sono presenti, sono sobriamente ornate da righe orizzontali blu o più raramente policrome. Alam con motivi minuti sembrano essere diffuse soltanto tra gli esemplari più recenti.
Il formato tradizionale dei tappeti Tekke è piuttosto ampio: circa cm 250-300 x cm 180-200.
Nella produzione più recente rientrano anche tappeti di dimensioni inferiori. Nella produzione Tekke rientrano anche numerosi joval annodati con modalità analoga a quella dei tappeti. I motivi decorativi consentono di raccoglierli in quattro gruppi diversi. Il primo ha il campo ornato da gul di forma cruciforme, presumibilmente archetipi dei gul riprodotti nei tappeti e convenzionalmente definiti joval gul, perché completamente scomparsi dai tappeti principali. A essi sono alternati consueti gul minori di tipo chemche o gorbaghe, in una composizione piuttosto fitta. La bordura consiste in una sequenza di motivi a croce uncinata, di sviluppo ottagonale. Le alam sono ornate con stilizzati motivi ad albero oppure a fiore.
Il secondo gruppo di joval Tekke ha il campo suddiviso in minuti riquadri ciascuno dei quali è adorno da un motivo a croce uncinata, o gotschak, da cui il nome aina-gotschak attribuito al disegno. La decorazione dei bordi e dell’alam è estremamente varia. Il terzo gruppo prevede l’uso del Salor gul, un grande gul ottagonale bordato di un elaborato dentello che viene ripetuto in uno o duo filari alternato a gul secondari ora simili a quelli principali, ora cruciformi e adorni di minute stelle a otto punte. Mentre i motivi di bordura sono tanto diversi da esemplare a esemplare da rendere impossibile l’identificazione di un disegno ricorrente, è consueto che l’alam sia ornata da motivi romboidali o da piccoli fiori stilizzati accostati l’uno all’altro tanto fittamente da generare un motivo a nido d’ape. L’ultimo gruppo, estremamente raffinato, comprende joval con retro e fronte in kilim ornati da motivi minuti disposti in sottili righe orizzontali. Talvolta i disegni sono realizzati con trame supplementari in lana; in altri casi sono invece realizzati con tecnica a tappeto e annodati con sorprendente finezza. Il sondo di kilim è rosso, mentre il rovescio della sacca è di solito di colore chiaro. I motivi decorativi sono spesso elaborati; possono essere ottagoni, stelle a otto punte oppure anche motivi uncinati di varia forma. Alcuni joval di questo tipo, detti agh joval, presentano alte alam bianche ornate da stilizzati motivi ad albero. Le torba, numerose e frequenti quanto i più capienti joval, sono ornate di motivi simili a quelli descritti. Vi ricompaiono infatti i gul secondari; talvolta il ruolo di gul principale vi viene assunto da gul esagonali in tutto simili a quelli usati in posizione secondaria sui tappeti. Molto diffuso anche il motivo aina-gotschak e in generale l’impianto che suddivide il campo in riquadri minuti, indipendentemente dal motivo presente all’interno del riquadro, sia esso il gotschak, il Memling gul oppure un motivo romboidale. Sono noti nell’ambito della produzione Tekke numerosi esemplari di khalyk, forniti di lunghe frange e ornati da svariati motivi. Spesso si tratta motivi uncinati, definiti come al solito gotschak, ripetuti regolarmente per tutto il campo, con l’eccezione della punta centrale. In altri casi sono piccoli motivi a coppa, simili al calice di un fiore, oppure di rettangoli chiari ornati da un complesso motivo detto ashik. Sottili bordure corrono lungo il profilo del khalyk, talvolta isolando la punta centrale. Nella maggior parte dei casi la cornice principale presenta un motivo ascendente a lisca di pesce, di colore chiaro.
Gli asmalyk Tekke sono rari ed estremamente originali. Talvolta sono ornati di fiori stilizzati, ripetuti sul campo e sulla bordura; nella maggior parte dei casi sono però adorni di stilizzate figure di uccello racchiuse da quattro foglie dentate ora chiare ora scure, che generano una griglia romboidale. La bordura più consueta ha un fondo chiaro su cui si snoda uno stilizzato viticcio rosso, arricchito da foglie strettamente arricciate. Talvolta gli asmalyk dei Tekke non sono realizzati in tappeto, ma sono finemente ricamati in lana o seta secondo la tecnica detta suzani. La decorazione prevede stilizzate forme floreali in rosso, giallo e molti altri colori su un fondo di lana chiara ed è simile per molti aspetti a quella adottata dalle donne uzbeke per abiti e tessuti. I kapunuk Tekke hanno fondo chiaro e sono ornati dal medesimo motivo a viticcio che ricorre nella bordura degli asmalyk, disposto su una sola fila nella parte ricadente e su una oppure su due file nella parte superiore. Il viticcio con foglie arricciate compare anche sugli ensi Tekke, con il ruolo di cornice più interna. Gli ensi Tekke hanno i quattro riquadri in cui il campo è diviso ornati di motivi a candelabro e ampie bordure, tra cui quella più esterna presenta una sequenza di motivi chiari a doppio uncino.

fonte: tappeti d’oriente (arte e tradizione)

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1 Commento on “tekke”

  1. Malayer - Tappeti Antichi - Antique Carpets - Antique rugs said:

    [...] Tekke Kizil Chuval antico [...]

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