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	<description>Tappeti antichi</description>
	<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:55:38 +0000</pubDate>
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		<title>Saruk antico (periodo americano)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 20:38:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[questo esemplare è un bel tappeto antico Saruk Persiano in perfetto stato di conservazione. Di tappeti Saruk con questo motivo ne sono stati annodati tanti ma in questo tato di conservazione ne sono visti pochi. Questi tappeti ad una occhiata superficiale sembrano assomigliarsi l&#8217;un l&#8217;altro ma è rarissimo trovarne due identici. sottolineiamo lo stato di conservazione importantissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2011/03/saruq-americano-antico-238x243.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="Tappeto-saruq-americano-antico" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2011/03/saruq-americano-antico-238x243-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a>questo esemplare è un bel tappeto antico Saruk Persiano in perfetto stato di conservazione. Di tappeti Saruk con questo motivo ne sono stati annodati tanti ma in questo tato di conservazione ne sono visti pochi. Questi tappeti ad una occhiata superficiale sembrano assomigliarsi l&#8217;un l&#8217;altro ma è rarissimo trovarne due identici. sottolineiamo lo stato di conservazione importantissimo per questo genere di tappati.<br />
misure 238 x 243</p>
<p><strong>La Storia</strong><br />
Il rosa dughi fu molto apprezzato negli Stati Uniti che, come si è detto, furono nel corso del Novecento i principali acquirenti di Saruk in Persia. I cosiddetti Saruk americani, prodotti esplicitamente per l&#8217;esportazione verso USA, erano decorati con un disegno ideato da commercianti della compagnia Tomshandjian di New York: grandi ramages fioriti erano raccolti a formare un medaglione nel centro e distribuiti simmetricamente su tutto il campo. Su esplicita richiesta della committenza, per aumentare la morbidezza del tappeto il vello veniva a rasato alto (fino a 12 mm) e questo comportava una perdita di nitidezza del disegno, che risultava smorzato e privo di risalto ma oggi dopo anni di usura i velli si sono consumati e abbassati e il disegno e i colori del tappeto sono diventati molto più gradevoli.</p>
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		<title>Tappeto Hereke</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 12:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Hereke è una cittadina affacciata sul golfo di Izmit, nella zona a sud est di Istanbul.
La tessitura ha un origine piuttosto recente: Iniziativa di avvalersi della radicata tradizione locale nella lavorazione della seta per avviare una manifattura di tappeti risale all&#8217;epoca di Mejid e si deve probabilmente al visir Reza Pasha. Nel 1843 vi fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1349" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/12/tappeto-hereke.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="tappeto-hereke" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/12/tappeto-hereke-185x300.jpg" alt="Tappeto Hereke - Turchia" width="185" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tappeto Hereke - Turchia</p></div></p>
<p><strong>Hereke</strong> è una cittadina affacciata sul golfo di Izmit, nella zona a sud est di Istanbul.<br />
La tessitura ha un origine piuttosto recente: Iniziativa di avvalersi della radicata tradizione locale nella lavorazione della seta per avviare una manifattura di tappeti risale all&#8217;epoca di Mejid e si deve probabilmente al visir Reza Pasha. Nel 1843 vi fu fondata una manifattura Imperiale della seta, guidata dai fratelli Daydan: si trattava di una vasta filanda con moderni macchinari europei. Nel 1844, quando gli Ottomani persero l&#8217;Egitto, trasferirono i grandi telai delle manifatture del Cairo proprio a <strong>Hereke</strong>.<br />
Più vicina a Istanbul di Bursa, <strong>Hereke</strong> parve il luogo ideale per continuare la tradizione tessile che era stata propria del Cairo: annodare i tappeti raffinati per l&#8217;aristocrazia locale oppure destinati ad accompagnare gli ambasciatori europei presso le corti stranieri.</p>
<p>Misura 450&#215;300</p>
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		<title>Tabriz Haji Jalili</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 11:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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tra i tappeti Tabriz sono particolarmente apprezzati gli, nome di un celebre maestro tessitore vissuto nella seconda metà del XX secolo a Marand. Grazie alla sua particolare abilità nell&#8217;ideazione dei disegni assai eleganti, nella tessitura della lana e nell&#8217;annodatura, produsse autentici capolavori, tuttora custoditi in molto musei.
Misura: 420&#215;300
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1341" class="wp-caption alignleft" style="width: 247px"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/12/tabriz-haj-jalili.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="Tappeto-tabriz-haj-jalili" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/12/tabriz-haj-jalili-237x300.jpg" alt="Tappeto Tabriz Haj Jalili" width="237" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tappeto Tabriz Haj Jalili</p></div></p>
<p>tra i tappeti <strong>Tabriz</strong> sono particolarmente apprezzati gli, nome di un celebre maestro tessitore vissuto nella seconda metà del XX secolo a Marand. Grazie alla sua particolare abilità nell&#8217;ideazione dei disegni assai eleganti, nella tessitura della lana e nell&#8217;annodatura, produsse autentici capolavori, tuttora custoditi in molto musei.</p>
<p>Misura: 420&#215;300</p>
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		<title>tappeto antico Sarouk ferahan</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 08:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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le misure sono interessanti 420 x 308
La Storia
L&#8217;antico villaggio di Sarough, già menzionato nel XIV secolo dal geografo Mostoufi Qazvini, è situato a circa 40km a nord di Sultanabad e ha legato il suo nome a un tipo di tappeto prodotto non solo dai suoi abitanti, ma anche in altri centri dell&#8217;area di Sultanabad e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1274" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/tappeto-saruq_antico.jpg"><img class="size-medium wp-image-1274" title="tappeto-saruq_antico" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/tappeto-saruq_antico-300x224.jpg" alt="Tappeto Antico Sarough farahan" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Tappeto Antico Sarough farahan</p></div></p>
<p><div id="attachment_1228" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1228" href="http://www.malayer.it/tappeto-antico-sarouk-ferahan/tappeto_saruk/"><img class="size-medium wp-image-1228" title="tappeto_saruk-antico" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/tappeto_saruk-300x225.jpg" alt="tappeto antico saruk" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">tappeto antico saruk</p></div></p>
<p><div id="attachment_1229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1229" href="http://www.malayer.it/tappeto-antico-sarouk-ferahan/tappeto_saruq/"><img class="size-medium wp-image-1229" title="tappeto_saruq-antico" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/tappeto_saruq-300x225.jpg" alt="tappeto saruq antico" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">tappeto saruq antico</p></div></p>
<p><div id="attachment_1230" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1230" href="http://www.malayer.it/tappeto-antico-sarouk-ferahan/tappeto_saruq_farahan/"><img class="size-medium wp-image-1230" title="tappeto_saruq_farahan" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/tappeto_saruq_farahan-300x225.jpg" alt="tappeto antico saruq farahan" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">tappeto antico saruq farahan</p></div></p>
<p><div id="attachment_1277" class="wp-caption aligncenter" style="width: 297px"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/farahansaruq.jpg"><img class="size-medium wp-image-1277" title="farahan_saruq" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2010/11/farahansaruq-287x300.jpg" alt="tappeto antico saruq farahan" width="287" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">tappeto antico saruq farahan</p></div></p>
<p>le misure sono interessanti 420 x 308</p>
<p><strong>La Storia</strong></p>
<p>L&#8217;antico villaggio di Sarough, già menzionato nel XIV secolo dal geografo Mostoufi Qazvini, è situato a circa 40km a nord di Sultanabad e ha legato il suo nome a un tipo di tappeto prodotto non solo dai suoi abitanti, ma anche in altri centri dell&#8217;area di Sultanabad e nella città stessa, su commissione dei commercianti europei.</p>
<p>Si tratta infatti, anche in questo caso, di tappeti destinati più al mercato estero che a quello interno, la cui produzione si è intensificata nella seconda metà dell&#8217;Ottocento nel momento in cui l&#8217;organizzazione commerciale della Ziegler si è imposta sui tradizionali livelli produttivi.</p>
<p>La solidità della struttura, l&#8217;eleganza del disegno e la gradevolezza dei colori, scelti fra le sfumatore più morbide e tenui, hanno fatto del Sarough (sarouk), nel corso del novecento, una delle qualità di tappeti più esportate in occidente.</p>
<p>I sarough possono presentare diversi schemi decorativi, sempre di tipo floreale. Nei primi anni del Novecento la decorazione era relativamente semplice, poichè veniva realizzata a memoria. L&#8217;introduzione del disegno su cartone infatti, come modello, è successiva al 1913 ed è dovuta all&#8217;iniziativa di George Stevens.</p>
<p>Ferahan - Farahan</p>
<p>A nord di soltanabad si apre il popoloso distretto del Ferahan, che comprende numerosi villaggi, tutti impegnati nella tessitura di tappeti. Secondo il censimento del 1976, erano attivi oltre 8000 telai.</p>
<p>Il crescere d&#8217;imortanza del mercato di Sultanabad  comportò la diffusione di tali tappeti in Europa, dove furono apprezzati per la sobrietà e l&#8217;eleganza del disegno, per lo più costruito ripetendo elementi decorativi della tradizione persiana.</p>
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		<title>Jajim Shahsavand</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 11:09:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono tessuti molto compatti realizzati con la tecnica dell&#8217;ordito a vista e formati da strette strisce di 6-18 cm di larghezza, tagliate e successivamente cucite insieme lungo i margini delle cimose; le dimensioni delle strisce sono inevitabilmente condizionate dalla tecnica dell&#8217;ordito a vista, che non consente di realizzare manufatti di larghezza maggiore perchÈ pone il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/scan0003.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="jajim_antique_rugs" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/scan0003-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Sono tessuti molto compatti realizzati con la tecnica dell&#8217;ordito a vista e formati da strette strisce di 6-18 cm di larghezza, tagliate e successivamente cucite insieme lungo i margini delle cimose; le dimensioni delle strisce sono inevitabilmente condizionate dalla tecnica dell&#8217;ordito a vista, che non consente di realizzare manufatti di larghezza maggiore perchÈ pone il problema di mantenere costante la tensione della struttura.<br />
I jijim vengono prodotti soprattutto dagli Shahsavan (seguaci del rè) e dei Qashqai persiani e in misura minore anche da tutti gli altri gruppi tribali. Gli Uzbechi e i Turcomanni li chiamano ghudjeri.<br />
In Anatolia si adoperano anche strisce in tessuto semplice che non comportano il problema della larghezza (di solito 30 cm) e che vengono in un secondo tempo unite in gruppi di cinque strisce al massimo per formare teli di copertura. I tessuti sono in genere molto variopinti e presentano motivi ornamentali e inserti in broccato. Grazie alla particolare struttura, i jajim sono molto versatili e possono essere utilizzati come coperte, trapunte, gualdrappe o stuoie. A volte vengono trasformarti in rukorsi o in sacche di vario genere e forma, e in alcuni casi si usano addirittura come semplici strofinacci da cucina. Unendo insieme più jajim, i Bakhtiari confezionano insoliti cappotti lunghi, indossati unicamente dagli uomini della tribù. Da qualche tempo si è diffusa in Iran l&#8217;usanza di disfare i tessuti di fattura più antica per ricavarne preziosi filati in lana tinta con colori naturali da utilizzare nella confezione o nella riparazione dei tappeti più recenti.</p>
<p>fonte:KILIM di &#8220;arnoldo  mondadori editore&#8221;</p>
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		<title>tappeto antico bijar - persia</title>
		<link>http://www.malayer.it/tappeto-antico-bijar-persiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:00:51 +0000</pubDate>
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dimensioni: 344 x 86 cm
lo stato di conservazione: OTTIMO


Una seconda importante città del Kurdistan è Bijar, situata in una verde vallata a km 120 da Hamadan. A nord di Bijar si possono incontrare accampamenti di nomadi Shahsavan appartenenti al gruppo Amir Afshari. Fondata dallo scià safavide Ismail come capoluogo della fertile provincia di Goris o Gherus, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/bijar3.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="bijar-antique_rugs" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/bijar3-109x300.jpg" alt="" width="109" height="300" /></a></p>
<p>dimensioni: 344 x 86 cm<br />
lo stato di conservazione: OTTIMO<span><span></span></span><strong><br />
</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.malayer.it/?page_id=88" target="_blank"></a></span>Una seconda importante città del Kurdistan è Bijar, situata in una verde vallata a km 120 da Hamadan. A nord di Bijar si possono incontrare accampamenti di nomadi Shahsavan appartenenti al gruppo Amir Afshari. Fondata dallo scià safavide Ismail come capoluogo della fertile provincia di Goris o Gherus, Bijar, città ricca e potente fino al volgere del secolo, decadde rapidamente nel Novecento. L&#8217;economia urbana non si riprese mai completamente dal saccheggio e dalle devastazioni dei Turchi che durante  la I guerra mondiale L&#8217;accusarono di collaborazionismo con Sovietici. Nel 1918 una terribile carestia impartì il colpo finale all&#8217;economia, prevalentemente rurale, della zona e molti abitanti migrarono in aree più floride. Attualmente a Bijar e nei villaggi vicini vi sono oltre 8000 telai. La loro popolazione è formata da genti curde di ceppo Gherus e Halvai e da egnti Turche, che lavorano al telaio secondo la loro tradizionale. A nord della città inoltre, presso i villaggi di Tekab e Tekentepe,</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-408"></span>vi sono alcuni nuclei di Afshhari, ivi insediatisi nel corso della migrazione forzata imposta loro da Nadir Shah nella prima metà del Settecento. Si devono all&#8217;abilità delle donne afshari alcuni tra i Bijar più fini e minutamente decorati. I tappeti di Bijar sono annodati con nodo simmetrico, con densità variabile da 1000 e 2500 nodi al dm2. Vengono prodotti moltissime dimensioni, dai poshti e dagli zaronim fino ai grandi formati; rarissime sono le passatoie. Frequente è l&#8217;impiego dei vagireh, preferiti ai cartoni dai tessitori locali per realizzare il disegno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><div id="attachment_412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/bijar1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-412" title="bijar_antique_rugs" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/bijar1-150x150.jpg" alt="paticolare" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paticolare</p></div></p>
<p>Spesso i tappeti di Bijar hanno lati storti: la ragione fondamentale è l&#8217;incuria dei tessitori che non prestano attenzione sufficiente del telaio, il quale ha spesso uno o entrambi i sostegni sorti. Inoltre l&#8217;uso della lana per la trama conferisce al tappeto una minore rigidità rende più facile il verificarsi di imperfezione. In origine la struttura dei Bijar era infatti interamente in lana: lana naturale per l&#8217;ordito e lana tinta in rosso o azzurro per i numerosi ricorsi di trama. Un Bijar ha normalmente da tre a cinque ricorsi di trama, in lana spessa, incorporati con forza all&#8217;interno del tappeto con l&#8217;ausilio di strumenti particolari: un&#8217;unghia metallica oppure un pesante pettine di ferro. L&#8217;abbondanza dei ricorsi di trama, unita alla loro perfetta  battitura, conferisce ai Bijar una corposità e una rigidezza tali da rendere quasi impossibile piegarli senza spezzare i orditi. Di recente il cotone ha per lo più sostituito la lana per l&#8217;orditura; ma si continua a usare la lana per la trama, almeno per i ricorsi tesi, e il cotone soltanto per i ricorsi flosci: quando si hanno tre ricorsi, il primo e il secondo sono in lana e il terzo in cotone; se invece i ricorsi sono cinque, quattro sono in lana e quello intermedio in cotone. Il vello viene rasato piuttosto alto. Anche nei Bijar compare la decorazione herati minuta, consueta nei Senneh, ma realizzata con finezza e perfezione inferiori. Gli schemi ornamentali possono essere diversi: rombi concentrici con differenti colori di fondo, ornati dal motivo herati, medaglioni romboidali  ornati da motivi herati su campo privo di decorazione oppure schemi tradizionali con medaglione e cantonali su fondo herati. Meno frequenti, ma ugualmente caratteristici della città di Bijar, i tappeti ornati a pieno campo da botteh o gol farangh, con o senza medaglione, oppure dal disegno mina khani, la cui frequente presenza sui Bijar del secolo scorso ha fatto supporre che si tratti di un  motivo originario del Kurdistan. Inoltre, alcuni esemplari di Bijar hanno complesse decorazioni floreali a pieno campo in cui compaiono palmette e kharchanghi. Talvolta gli elementi decorativi sono collegati da steli ricurvi. Altre volte, invece, sono inseriti in una complessa griglia che suddivide in campo in spazi regolari.  In entrambi i casi è evidente la derivazione degli impianti decorativi dai modelli propri della Persia safavide dei Seicento e dell&#8217;inizio del Settecento. Questi esemplari ricorrono con frequenza tra la produzione delle comunità Afshari; in molti di essi figurano cartigli che ci consentono di apprendere il periodo della tessitura, compreso tra la fine del Settecento e il primo decennio del Novecento. Inoltre vi compare spesso il termine Gherus, presumibilmente riferito al ceppo dei tessitori. I Gherus sono infatti un gruppo nomade curdo da tempo sedentarizzato nell&#8217;area di Bijar. I colori sono spesse fortemente contrastanti e questo comporta l&#8217;accostamento di colori chiari, come il bianco e il crema, con tonalità cupe di rosso o blu.  L&#8217;abilità dei tintori di Bijar è tale da non escludere l&#8217;uso di nessuna tonalità di colore. Come per Senneh, la bordura più frequente è una versione stilizzata del herat.</p>
<p><strong>per conoscere il prezzo di questo tappeto <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.malayer.it/?page_id=88" target="_blank"><span style="color: #800000;">contattaci&gt;&gt;&gt;</span></a></span></strong></p>
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		<title>tappeto antico kazak</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 18:51:34 +0000</pubDate>
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I tappeti Kazak, appartenenti alla categoria dei Tappeti Caucasici, provengono principalmente dalle zone montane del Caucaso. La maggior parte dei Tappeti Kazak sono stati prodotti con una lavorazione annodato, utilizzando ornamenti molto semplici, riproducendo perfette e armoniose geometrie di larghe proporzioni e dotati di una particolare colorazione molto accentuata che li contraddistingue tra tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-269" href="http://www.malayer.it/tappeto-antico-kazak/kazak1/"><img style="float:left;margin-right:15px" title="tappeti antico kazak" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/kazak1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>I tappeti Kazak, appartenenti alla categoria dei Tappeti Caucasici, provengono principalmente dalle zone montane del Caucaso. La maggior parte dei Tappeti Kazak sono stati prodotti con una lavorazione annodato, utilizzando ornamenti molto semplici, riproducendo perfette e armoniose geometrie di larghe proporzioni e dotati di una particolare colorazione molto accentuata che li contraddistingue tra tutti i tappeti orientali.<br />
Misura: 244×173<br />
Epoca: fine XIX</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
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		<title>karabagh</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 10:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Regione montuosa del Caucaso meridionale che si insinua nella Persia. Il suo nome significa &#60;&#60;Giardino nero&#62;&#62; e questo colore, nelle varie tonalità è il fondo sul quale sbocciano fiori multicolori o composizioni Herat di lontana influenza persiana. Nella triplice spicca una larga fascia centrale che evidenzia il motivo principale del disegno di fondo.






This is a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/karabagh-antico.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="karabagh" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/karabagh-antico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Regione montuosa del Caucaso meridionale che si insinua nella Persia. Il suo nome significa &lt;&lt;Giardino nero&gt;&gt; e questo colore, nelle varie tonalità è il fondo sul quale sbocciano fiori multicolori o composizioni Herat di lontana influenza persiana. Nella triplice spicca una larga fascia centrale che evidenzia il motivo principale del disegno di fondo.</p>
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<a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/karabagh-antico-1.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="karabagh" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/karabagh-antico-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>This is a mountainous region in southern Caucaso whhich borders whit Iran. Its name means &#8220;black garden&#8221;and this colour, in various tones, fromes the background from which spring multi-coloured flowers or Heart designs of distant Persian influence.<br />
In the triple border stands out a wide central band which highlihts the main motif in bankground design.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<p><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/karabagh-antico-1.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>tekke</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 12:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[kilim &amp; jajim]]></category>

		<category><![CDATA[la storia]]></category>

		<category><![CDATA[tappeti antichi]]></category>

		<category><![CDATA[tekke]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell'Ottocento i Tekke erano in Turkestan la tribù ricca, importante e numerosa. Erano anche estremamente attivi nella tessitura di tappeti destinanti all'uso interno e alla vendita nei bazar. I celebri Bukhara, conosciuti e apprezzati in tutti i paesi occidentali, si devono in gran parte all'abilità delle donne Tekke.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/tekke.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="tekke_joval" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/tekke-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #000000; font-weight: normal;">Nell&#8217;Ottocento i </span><span style="color: #000000; font-weight: normal;">Tekke</span><span style="color: #000000; font-weight: normal;"> erano in Turkestan la tribù ricca, importante e numerosa.</span></strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">Erano anche estremamente attivi nella tessitura di tappeti destinanti all&#8217;uso interno e alla vendita nei bazar. I celebri Bukhara, conosciuti e apprezzati in tutti i paesi occidentali, si devono in gran parte all&#8217;abilità delle donne Tekke.<span id="more-145"></span></p>
<p style="text-align: left;">Il nome dei <strong>Tekke</strong> è citato per la prima volta da Abul Ghazi Bahadur, il khan di Khiva autore nel Seicento di una storia delle popolazioni turkmene. Egli annovera i <strong>Tekke</strong> tra i clan che componevano il gruppo dei cosiddetti Stone Salor o Salor di Pietra, insediati tra il 1525 e il 1535 nel Khorasan. Nel XVI e XVII secolo i Tekke risultano insediati lungo la catena dei Monti Balkhan della penisola di Mangyshlak fino all&#8217;oasi di Akhal. Durante il XVII secolo molti clan <strong>Tekke</strong> si misero in movimento e come molte altre tribù abbandonarono l&#8217;area caspica per avanzare verso il Khorezm, l&#8217;area intorno a Khiva. Un consistente nucleo di <strong>Tekke</strong> rimase nell&#8217;area di Akhal e mantenne a lungo il controllo dell&#8217;oasi. Dal Khorezm i <strong>Tekke</strong> ripresero a muoversi verso sud soltanto all&#8217;inizio del XIX secolo, in un momento di grande instabilità politica. Rimasti estranei alle lotte che avevano opposto altre tribù turkmene agli eserciti persiani di Nadir Shah, costituirono un gruppo numeroso e deciso a conquistarsi un territorio che offrisse pascoli e acqua in abbondanza. Stanziatisi inizialmente sulle rive del fiume Tedjend (o Tedzen), i <strong>Tekke</strong> sferrarono una violenta offensiva contro i Salor, che a quell&#8217;epoca detenevano il controllo dell&#8217;oasi di Merv. Nel 1859 conquistarono l&#8217;oasi e vi si  insediarono in grande numero, dando origine a un gruppo omogeneo, i <strong>Tekke</strong> di Merv, che si differenziò nettamente dai <strong>Tekke</strong> di Akhal. Nel 1881 i Russi sconfissero i <strong>Tekke</strong> a Geok Tepe, aprendosi la strada alla conquista dell&#8217;oasi di Merv, che spognarono nel 1884. La forzata sottomissione all&#8217;autorità russa e i molti incentivi alla sedentarizzazione che seguirono causarono il declino della popolazione <strong>Tekke</strong>, molti nuclei della quele si spostarono in Persia. La produzione di tappeti continuò comunque a essere abbondante e si indirizzò sempre più verso l&#8217;esportazione. I tappeti <strong>Tekke</strong> costituiscono un gruppo relativamente omogeneo; spesso si sono tentate divisioni al suo interno, identificando gruppi diversi da attribuirsi ai <strong>Tekke</strong> di Merv o a quelli di Akhal, ma si tratta di suddivisioni decisamente artificiose. Una certa credibilità può tuttavia essere riconosciuta alle ipotesi di suddivisione basate sui colori, dal momento che la robbia dell&#8217;area di Merv sembra fornire tonalità di rosso meno intense di quelle ottenute dalla robbia dell&#8217;area dell&#8217;Atrek. I tappeti <strong>Tekka</strong> sono realizzati con nodo asimmetrico aperto a destra su ordito in lana naturale color  avorio composto di due filati ritorti insieme (Z2S). La trama è anch&#8217;essa in lana naturale di tonalità spesso più scura per l&#8217;ordito; corre due volte, o più raramente una volta sola, tra i nodi ed è sempre floscia&#8217; l&#8217;ordito pertanto non risulta depresso. La densità di nodo varia dai 1800-3600 nodi al dmc dei tappeti fino a oltre 8000 nodi a dmc per alcune sacche di finezza particolare. L&#8217;orlo è di tipo piatto formato da due, tre o quattro coppie di orditi avvolte dalle trame strutturali e da cordoni di rinforzo di colore blu oppure rosso. Le frange sono solitamente precedute da una fascia di kilim di notevole altezza per lo più rossa e ornata da strisce blu oppure da un&#8217;alam annodata. Seta e cotone compaiono talvolta a fianco della lana per realizzare alcuni particolari dell&#8217;annodatura, particolarmente nei joval e nella sacche. I colori vedono, come di consueto, il prevalere del rosso, che varia da tonalità chiare e luminose a sfumature piuttosto cupe. Ricorrente per il rosso è l&#8217;uso della robbia, ma la frequenza di parti rosso porpora molto corrose induce a pensare che anche la cocciniglia fosse piuttosto diffusa. Oltre al rosso sono molto usati il bianco avorio della lana naturale e il marrone scuro o il nero. Verde, blu e giallo compaiono soltanto nei particolari.<br />
I tappeti sono caratterizzati dalla presenza di uno specifico gul, il gul <strong>Tekke</strong>, di forma lobata e tondeggiante, garbatamente ottagonale e quadripartito da sottili linee nere ortogonali che formano nel campo una griglia a maglia rettangolare. Il centro del gul è occupato da un motivo stellare, i cui quarti sono alternatamente rossi e neri. Dal suo profilo si protendono diagonalmente steli sottili, detti zampe d&#8217;aquila. All&#8217;interno delle maglie rettangolari della griglia., e quindi in posizione alterna a quella dei gul principali, compaiono gul  secondari. Il più frequente è un motivo a croce di sant&#8217;Andrea detto curiosamente chemche gul o gul a cucchiaio.<br />
In alternativa al chemche gul le tessitrici<strong> Tekke</strong> usano il gorbaghe gul, gul a rana, ancora cruciforme, ma con il centro di forma ottagonale occupato da una stella a otto punte, oppure un piccolo gul di formato esagonale. La decorazione del campo dei tappeti <strong>Tekke</strong> si è mantenuta costante nel tempo, tuttavia gli esemplari più recenti presentano un disegno più fitto e un numero maggiore di gul rispetto a quello degli esemplari più antichi; in essi i gul erano infatti piuttosto grandi e molto spaziati.<br />
Anche i bordi hanno subìto un&#8217;analoga evoluzione: in origine sobri e composti da poche cornici hanno acquistato con il tempo maggiore importanza. La bordura tradizionale prevede una cornice principale composta da una sequenza di ottagoni regolarmente distanziati e ornati da quattro minuscolo stelle; talvolta a questo motivo viene sostituito il gotschak, un rettangolo uncinato. La cornice principale è definita da due cornici sottili, ornate dal motivo gyak, cioè da piccoli tratti diagonali, o dal motivo soldat, cioè da minute V policrome. Le alam, quando sono presenti, sono sobriamente ornate da righe orizzontali blu o più raramente policrome. Alam con motivi minuti sembrano essere diffuse soltanto tra gli esemplari più recenti.<br />
Il formato tradizionale dei tappeti <strong>Tekke</strong> è piuttosto ampio: circa cm 250-300 x cm 180-200.<br />
Nella produzione più recente rientrano anche tappeti di dimensioni inferiori. Nella produzione <strong>Tekke</strong> rientrano anche numerosi joval annodati con modalità analoga a quella dei tappeti. I motivi decorativi consentono di raccoglierli in quattro gruppi diversi. Il primo ha il campo ornato da gul di forma cruciforme, presumibilmente archetipi dei gul riprodotti nei tappeti e convenzionalmente definiti joval gul, perché completamente scomparsi dai tappeti principali. A essi sono alternati consueti gul minori di tipo chemche o gorbaghe, in una composizione piuttosto fitta. La bordura consiste in una sequenza di motivi a croce uncinata, di sviluppo ottagonale. Le alam sono ornate con stilizzati motivi ad albero oppure a fiore.<br />
Il secondo gruppo di <strong>joval Tekke</strong> ha il campo suddiviso in minuti riquadri ciascuno dei quali è adorno da un motivo a croce uncinata, o gotschak, da cui il nome aina-gotschak attribuito al disegno. La decorazione dei bordi e dell&#8217;alam è estremamente varia. Il terzo gruppo prevede l&#8217;uso del Salor gul, un grande gul ottagonale bordato di un elaborato dentello che viene ripetuto in uno o duo filari alternato a gul secondari ora simili a quelli principali, ora cruciformi e adorni di minute stelle a otto punte. Mentre i motivi di bordura sono tanto diversi da esemplare a esemplare da rendere impossibile l&#8217;identificazione di un disegno ricorrente, è consueto che l&#8217;alam sia ornata da motivi romboidali o da piccoli fiori stilizzati accostati l&#8217;uno all&#8217;altro tanto fittamente da generare un motivo a nido d&#8217;ape. L&#8217;ultimo gruppo, estremamente raffinato, comprende joval con retro e fronte in kilim ornati da motivi minuti disposti in sottili righe orizzontali. Talvolta i disegni sono realizzati con trame supplementari in lana; in altri casi sono invece realizzati con tecnica a tappeto e annodati con sorprendente finezza. Il sondo di kilim è rosso, mentre il rovescio della sacca è di solito di colore chiaro. I motivi decorativi sono spesso elaborati; possono essere ottagoni, stelle a otto punte oppure anche motivi uncinati di varia forma. Alcuni joval di questo tipo, detti agh <strong>joval</strong>, presentano alte alam bianche ornate da stilizzati motivi ad albero. Le torba, numerose e frequenti quanto i più capienti <strong>joval</strong>, sono ornate di motivi simili a quelli descritti. Vi ricompaiono infatti i gul secondari; talvolta il ruolo di gul principale vi viene assunto da gul esagonali in tutto simili a quelli usati in posizione secondaria sui tappeti. Molto diffuso anche il motivo aina-gotschak e in generale l&#8217;impianto che suddivide il campo in riquadri minuti, indipendentemente dal motivo presente all&#8217;interno del riquadro, sia esso il gotschak, il Memling gul oppure un motivo romboidale. Sono noti nell&#8217;ambito della produzione Tekke numerosi esemplari di khalyk, forniti di lunghe frange e ornati da svariati motivi. Spesso si tratta motivi uncinati, definiti come al solito gotschak, ripetuti regolarmente per tutto il campo, con l&#8217;eccezione della punta centrale. In altri casi sono piccoli motivi a coppa, simili al calice di un fiore, oppure di rettangoli chiari ornati da un complesso motivo detto ashik. Sottili bordure corrono lungo il profilo del khalyk, talvolta isolando la punta centrale. Nella maggior parte dei casi la cornice principale presenta un motivo ascendente a lisca di pesce, di colore chiaro.<br />
Gli <strong>asmalyk Tekke</strong> sono rari ed estremamente originali. Talvolta sono ornati di fiori stilizzati, ripetuti sul campo e sulla bordura; nella maggior parte dei casi sono però adorni di stilizzate figure di uccello racchiuse da quattro foglie dentate ora chiare ora scure, che generano una griglia romboidale. La bordura più consueta ha un fondo chiaro su cui si snoda uno stilizzato viticcio rosso, arricchito da foglie strettamente arricciate. Talvolta gli asmalyk   dei  <strong>Tekke</strong> non sono realizzati in tappeto, ma sono finemente ricamati in lana o seta secondo la tecnica detta suzani. La decorazione prevede stilizzate forme floreali in rosso, giallo e molti altri colori su un fondo di lana chiara ed è simile per molti aspetti a quella adottata dalle donne uzbeke per abiti e tessuti. I kapunuk <strong>Tekke</strong> hanno fondo chiaro e sono ornati dal medesimo motivo a viticcio che ricorre nella bordura degli asmalyk, disposto su una sola fila nella parte ricadente e su una oppure su due file nella parte superiore. Il viticcio con foglie arricciate compare anche sugli ensi <strong>Tekke</strong>, con il ruolo di cornice più interna. Gli ensi <strong>Tekke</strong> hanno i quattro riquadri in cui il campo è diviso ornati di motivi a candelabro e ampie bordure, tra cui quella più esterna presenta una sequenza di motivi chiari a doppio uncino.
</p>
<p style="text-align: left;">fonte: tappeti d&#8217;oriente (arte e tradizione)</p>
<p style="text-align: left;"><strong>per conoscere il prezzo <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.malayer.it/?page_id=88" target="_blank">contattaci&gt;&gt;&gt;</a></span></strong></p>
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		<title>tappeto antico Shirvan channik</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 15:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[dimensioni: 295 x 107 cm

Dalla località con lo stesso nome, situata sulle rive del lago Sewan, provengono preziosi tappeti il cui disegno ha poca attinenza con le classiche geometrie caucasiche, anche, se per la qualità dell&#8217;annodatura e il rovescio piatto e levigato, sono paragonabili agli Shirwan. Essi presentano su un fondo generalmente scuro,file di &#8220;Boteh&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/channik.jpg"><img style="float:left;margin-right:15px" title="channik" src="http://www.malayer.it/wp-content/uploads/2009/03/channik-119x300.jpg" alt="" width="119" height="300" /></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">dimensioni: 295 x 107 cm</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.malayer.it/?page_id=88" target="_blank"></a></span>Dalla località con lo stesso nome, situata sulle rive del lago Sewan, provengono preziosi tappeti il cui disegno ha poca attinenza con le classiche geometrie caucasiche, anche, se per la qualità dell&#8217;annodatura e il rovescio piatto e levigato, sono paragonabili agli Shirwan. Essi presentano su un fondo generalmente scuro,file di &#8220;Boteh&#8221; in sequenza alternate su tutto il campo centrale. Le composizioni sono completate da una elegante fascia a foglie di quercia affiancata da bordure secondarie, oppure da una ricca cornice fittamente decorata.</p>
<p>From the village of the same name situated on the shores of lake Sewan come precious rugs whose design has little reation with classic Caucasian geometric forms even if they may be compared with the Shirwan for the quality of their knotting and the flat and smooth reverse sides.On a generally dark background are laid line of “Boteh” in alternate superimposed sequences over the whole of the central filed.The compositions are completed with an elegant band of oak-leaves flanked by secondary bands or with a rich, thickly decorated frame.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Fronte: SHIRWAN</p>
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